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E se volessi diventare una Guardia Ecologica Volontaria (GEV)?

Una ne penso e cento ne faccio, o meglio, ne farei. Come si suol dire: “impara l’arte e mettila da parte.” Mi spiego… Qualche settimana fa ho partecipato ad una camminata organizzata dal Comitato per il Parco Regionale Brughiera che, citando le loro parole, tutela e sensibilizza i cittadini e i comuni ad un maggiore impegno nella salvaguardia del patrimonio storico e naturalistico del territorio. Una vasta superficie ricca di boschi, prati, incolti, aree coltivate, zone umide, laghi e stagni che si estende tra la provincia di Monza e Brianza e Como.

Il suo nome ha origine da “brughiera”, una formazione vegetazionale un tempo ampiamente diffusa. Un territorio ricco di sentieri percorribili in tutte le stagioni a piedi, in bicicletta e a cavallo. Un polmone verde e un ecosistema della Brianza la cui superficie raggiunge i 2700 ettari. Un terreno denominato “ferett” per il colore rossastro-rugginoso che, nonostante i tentativi, non ha favorito l’agricoltura. Durante la mia passeggiata ho conosciuto Renato, un giovane amante dell’ambiente e della natura che ha deciso di mettere a frutto la sua passione diventando una Guardia Ecologica Volontaria.

  • Ebbene, ma come si diventa GEV: Guardia Ecologica Volontaria? Quale l’utilità, la responsabilità e i doveri? L’ho chiesto a Luca Frezzini, Presidente del Consorzio Parco Brughiera.

Buongiorno Cinzia. Le Guardie ecologiche volontarie, come istituto, nascono per iniziativa della RegioneFullSizeRender Lombardia che nel 1980 con legge regionale istituisce il servizio di vigilanza ecologica volontaria; la Guardia ecologica si assume l’impegno a collaborare in modo continuativo e regolamentato con gli Enti Organizzatori (parchi, comunità montane, provincie, ecc.) integrando l’attività volontaristica con quella della pubblica amministrazione; nell’ambito del loro servizio svolgono funzione di pubblico ufficiale e hanno funzioni educative e sanzionatorie; con l’istituzione di tale servizio si intende promuovere la partecipazione dei cittadini alla difesa del patrimonio naturale e paesistico, al fine di favorire la formazione di una coscienza civica di rispetto e di interesse per la natura e il territorio, per la loro tutela e per una razionale gestione delle risorse ambientali.

Per diventare GEV occorre frequentare, presso gli Enti Organizzatori, un corso di formazione della durata minima di 50 ore; alla fine del corso occorre superare un esame teorico-pratico presso la Regione Lombardia; deve essere altresì conseguita nomina a guardia giurata particolare presso la competente prefettura. Al termine di questo iter, si riceve formale incarico dall’Ente presso cui si presta servizio nel quale vengono indicati i territori di competenza e le norme di competenza; la GEV deve prestare servizio per almeno 14 ore mensili e ha diritto al solo rimborso delle spese vive sostenute e documentate.

Le norme di competenza che possono essere attribuite alle GEV risultano di seguito indicate:

  • Legge reg. 86/1983 in materia di aree protette.
  • Legge reg. 10/2008 in materia di fauna minore e flora protette.
  • Legge reg. 2/1989 in materia di minerali da collezione.
  • Legge reg. 31/2008 in materia di funghi e foreste.
  • Legge reg. 5/2004 in materia di apicoltura.
  • Legge reg. 26/2003 in materia di scarichi delle acque reflue e reti fognarie.
  • RD 523/1904 sul demanio idrico.
  • D.Lgs. 152/2006 sulle materie ambientali.
  • L’attività venatoria solo s eespressamente concordata con le provincie competenti.
  • Tutti i regolamenti specifici degli enti organizzatori.

Le GEV sono riconoscibili per la divisa stabilita dalla Regione Lombardia da un distintivo e da un tesserino di riconoscimento.

www.parcobrughiera.itwww.comitatoparcobrughiera.it




A Seveso c’è la FLA, la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, per promuovere e divulgare l’educazione e la cultura ambientale.

Sono passati quasi quarant’anni dall’incidente che ha colpito alcuni comuni della bassa Brianza, in particolare il comune di Seveso. Esattamente il 10 Luglio del 1976 nell’azienda ICMESA di Meda, una fuoriuscita di TCDD, una tipologia di diossina tra le 200 esistenti (sostanze tossiche dannose per la salute), provocò la formazione di una nube che investì i comuni circostanti provocando un disastro ambientale.

Il terreno della zona più inquinata, la cosiddetta area ‘A’, fu depositato in vasche e fu sostituito da terreno ‘pulito’, dando vita ad un Parco Naturale che prese il nome di Bosco delle Querce. La storia di questa brutta vicenda italiana è scritta ampiamente in una pagina del sito dedicato a questo parco regionale. Per saperne di più clicca qui: Incidente Icmesa.

Da qualche anno abito vicino a quel parco. Ci sono delle belle e lunghe passeggiate da fare nel suo interno. Quando poi la stagione lo permette, ho un posticino sotto un albero in cui amo sostare facendo scorrere il tempo con le mie letture. Ho fatto questa premessa perché, nonostante siano passati molti anni, quando sono in viaggio per l’Italia alla mia risposta su dove abito, ho costantemente la visione di volti perplessi. Il nome di Seveso purtroppo, evoca ricordi nella mente delle persone legati ancora al disastro della diossina.

In realtà ci sono aree italiane assai più inquinate, territori in cui ahimè è praticata in modo diffuso l’agricoltura. Comunque sia, per capire meglio lo stato delle cose, recentemente mi sono recata a visitare la FLA, la Fondazione Lombardia per l’Ambiente situata a Seveso. Un centro di ricerca istituito da Regione Lombardia nel 1986 per promuovere e divulgare l’educazione e la cultura in campo ambientale, munito di un planetario che può ospitare fino a un massimo di 35 persone.

Planetario FLA

Planetario FLA

Durante la mia visita ho incontrato il Dott. Fabrizio Piccarolo, Direttore del centro. Dopo un reciproco scambio di punti di vista e riflessioni, gentilmente ha risposto alle mie domande.

  • Fabrizio, per iniziare mi sembra più che doveroso chiederti qual è lo stato di salute ambientale di Seveso?

Per una valutazione ambientale del comune di Seveso non si può prescindere dalle caratteristiche ambientali più generali del contesto nel quale è situato: presenta infatti le criticità di un territorio fortemente antropizzato e urbanizzato e che ha risentito delle rilevanti trasformazioni operate dell’uomo nel corso dell’ultimo secolo.

I numerosi studi che la Fondazione ha svolto negli anni a supporto delle politiche ambientali delle pubbliche amministrazioni lombarde sulla qualità dell’aria, il cambiamento climatico, la qualità delle acque, dicono che gli interventi locali per il miglioramento della qualità ambientale sono sicuramente fondamentali, ma assumono ancora più rilevanza e incidenza se attuati in una logica di sistema e di integrazione, anche sovracomunale. E in questa logica bisogna anche valutare lo stato di salute di un comune. Sicuramente le amministrazioni comunali di Seveso hanno particolarmente a cuore le questioni ambientali e negli anni hanno operato in questo senso in modo significativo.

Per la storia che ha avuto, il comune di Seveso ha due punti di forza straordinari: la sensibilità e la consapevolezza dei cittadini, che è una delle prerogative per l’attuazione e la riuscita di politiche ambientali, e il Bosco delle Querce, un esempio di estrema virtuosità di livello internazionale, in cui una società – nel senso proprio di societas – ha fatto di un evento drammatico un punto di positività e bellezza per l’intera comunità. E oggi aggiungerei un terzo punto di forza: la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, un luogo di divulgazione del sapere scientifico che rappresenta un’opportunità per tutto il territorio.

  • Seveso, comune associato dai più alla diossina, una sostanza tossica che si sviluppa in natura attraverso la decomposizione di alcuni funghi, e in misura più rilevante, attraverso fenomeni di combustione che la diffondono nell’ambiente. Conseguentemente a ciò, ne assumiamo piccole quantità anche attraverso il cibo. Da esperto quale sei, puoi spiegarmi meglio che cos’è la diossina e quali sono gli effetti sulla nostra salute?

Con il termine “diossine” ci si riferisce ad un gruppo di composti chimici che si formano come risultato di alcuni processi di combustione, come ad esempio l’incenerimento dei rifiuti. Diossina è il nome comune di una sostanza tossica, la tetraclorodibenzo-p-diossina (Tcdd), sicuramente la più studiata: insolubile in acqua, resistente alle alte temperature e si decompone grazie alle radiazioni ultraviolette in un processo che può durare centinaia di anni.

Studi scientifici hanno mostrato che l’esposizione alla diossina può causare numerosi effetti dannosi per la salute, che dipendono da una varietà di fattori che comprendono: il livello di esposizione, quando si è determinata, per quanto tempo e quanto spesso. La soglia massima di tollerabilità è stata infatti fissata dall’Organizzazione mondiale della Sanità in un trilionesimo di grammo al giorno per kg di peso.

  • Come già sottolineato, dalla combustione dei rifiuti si sviluppa diossina. Per ovviare a ciò la raccolta differenziata va sostenuta e incentivata. Seveso in questo senso si è distinta grazie all’alto livello raggiunto. Quali sono le vostre iniziative legate all’informazione in tema di rifiuti e di tutela dell’ambiente?

Fino a qualche secolo fa i rifiuti non erano un problema perché tutto ciò che l’uomo “buttava” veniva smaltito OLYMPUS DIGITAL CAMERAnaturalmente dall’ambiente. Ora non è più così e i rifiuti sono diventati ufficialmente un problema sia per le generazioni attuali che per quelle future. Da qui la necessità di un’importante azione di informazione ed educazione ambientale che porti a una accresciuta consapevolezza in merito a questo problema.
Fondazione Lombardia per l’Ambiente è da sempre molto attenta a questa tematica. Dal suo arrivo sul territorio sevesino è attiva una collaborazione con Gelsia Ambiente, società che si occupa della raccolta, del trasporto e, per conto o direttamente, dello smaltimento dei rifiuti in 12 comuni della provincia di Monza e della Brianza (tra cui Seveso), e di uno in provincia di Como.

Entrambi gli enti sono fortemente impegnati in attività di formazione e di sensibilizzazione dei cittadini relativamente alle tematiche ambientali: tra le finalità istituzionali delle parti vi è la disseminazione della conoscenza e del sapere quale strumento concreto per la formazione di risorse umane, indispensabili per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Per far capire ai bambini il problema dei rifiuti da qualche anno viene proposto alle scuole primarie e secondarie di primo grado dei Comuni serviti da Gelsia Ambiente, il progetto “IO NON MI RIFIUTO” in cui al percorso formativo sul tema dei rifiuti e della raccolta differenziata è associato un concorso. La partecipazione è un’occasione importante per stimolare i bambini, la loro curiosità e la loro fantasia alla scoperta di soluzioni alternative e più sostenibili al problema dei rifiuti.

Inoltre da un anno è in corso a Seveso una sperimentazione sulla raccolta del rifiuto indifferenziato tramite la Radio Frequency Identification, un sistema innovativo di tracciabilità del rifiuto che ha permesso di arrivare a circa l’80% della raccolta differenziata. Tutto questo sarà oggetto di una campagna di informazione basata sulle evidenze scientifiche rivolta ai cittadini.

  • Durante la mia visita ho apprezzato i vostri progetti didattici rivolti alle scuole per formare una coscienza ambientale nelle nuove generazioni. Ritengo l’ambiente e il cibo strettamente connessi tra loro, mi riferisco allo spreco alimentare. Sono utili in tal senso proposte formative sia per i giovani che per gli adulti. Avete programmi in realizzazione in tal senso ?

Fondazione Lombardia per L’Ambiente e la Direzione Generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia stanno collaborando per un efficace conseguimento delle finalità stabilite d"Meravigliosambiente" Progetto didattico rivolto ai bambini delle scuole primarie e ai loro insegnantiaalla pianificazione regionale in materia di rifiuti e bonifiche. La collaborazione mira alla realizzazione di un progetto di riduzione dello spreco alimentare quale azione attuativa del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti, in relazione agli obiettivi di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti con finalità, anche, sociali volte a garantire un sostegno alimentare alle categorie disagiate.

Per i più piccoli è in fase di realizzazione, con la collaborazione di ARPA, un fascicolo sull’educazione alimentare e sulla sostenibilità ambientale in occasione di Expo 2015 da distribuire gratuitamente alle scuole della Lombardia che ne faranno richiesta. A questo seguiranno altri tre innovativi volumi gratuiti, dedicati alle scuole primarie, che potranno essere utilizzati insieme ad una App interattiva.

  • Recentemente ho fatto qualche ricerca sulla canapa, una pianta dalle molte proprietà, robusta e facile da coltivare, ma soprattutto in grado di contribuire a risanare i terreni inquinati. Tra l’altro ci sono molti agricoltori che stanno riprendendo la coltivazione per la produzione di semi, olio e farina (leggi QUI). Visto lo stato critico dei nostri territori, sarebbe molto interessante approfondire l’argomento attraverso convegni ed esperti del settore. Perché non farlo alla FLA?

Oltre ad essere la sede istituzionale della FLA, il Centro Ricerche e Formazione Ambientali è un luogo di diffusione della scienza e della cultura. L’auditorium del piano terra è uno spazio concepito come luogo in grado di ospitare conferenze, convegni, workshop, corsi di formazione a disposizione di enti, istituzioni ed altre organizzazioni che, come la Fondazione, lavorano per la divulgazione scientifica e culturale.

Solitamente, come metodo di divulgazione scientifica, tendiamo nei convegni a non affrontare argomenti particolarmente specifici. Occorrerà quindi inquadrare l’argomento in un contesto più ampio che ne sottolinei i benefici e i risvolti positivi per l’ambiente e quindi la qualità della vita dei cittadini. Se verranno risposte tutte queste prerogative, si potrà verificare la possibilità di ospitare un eventuale convegno sul tema pur non essendo, la canapa e più in generale il tema delle coltivazioni, un argomento centrale della nostra attività di ricerca scientifica.

  • La FLA è patner del ‘Progetto Gestire’ finalizzato alla salvaguardia e al ripristino della biodiversità della Rete Natura 2000 della Lombardia. Quali sono stati gli habitat che vi hanno visto direttamente interessati per la loro tutela?

Laboratori FLASin dall’inizio delle politiche Natura 2000, la Fondazione ne ha seguito per Regione Lombardia l’attuazione e lo sviluppo sul territorio regionale e nazionale, in particolare con la realizzazione della Rete ecologica Regionale e la sua implementazione a livello locale. Natura 2000 è la rete di Siti protetti istituiti ai sensi di due Direttive Comunitarie (“Habitat” e “Uccelli”) per la conservazione di specie animali e vegetali di particolare importanza a livello europeo.

Ci siamo occupati, in qualità di responsabili scientifici, della stesura del programma di monitoraggio delle specie e degli habitat inseriti negli allegati delle due direttive e stiamo collaborando attivamente alla realizzazione del Documento programmatico per la gestione della Rete Natura 2000 e del PAF (Prioritized Action Framework), un documento che raccoglierà le azioni necessarie, elencate per priorità, per la gestione della rete Natura 2000 in Lombardia per il periodo 2015-2020. Il documento conterrà, tra le altre cose, una panoramica introduttiva sullo stato di conservazione di habitat e specie, gli obiettivi di conservazione strategici la descrizione delle misure fondamentali per raggiungerli, tutti temi su cui la FLA è ormai impegnata da anni.

 
 
Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Largo 10 Luglio 1976, n. 1 – Seveso (MB)

Per info tel. +39 02 8061611
fax +39 02 80616180
e-mail: flanet@flanet.org




Dante Cattaneo, il sindaco-spazzino di Ceriano Laghetto

Oggi vi presento Dante Cattaneo, il giovane sindaco di Ceriano Laghetto, in provincia di Monza e Brianza, che ho conosciuto qualche mese fa durante la ‘Giornata della Fioritura’ al Frutteto del Parco.  Perché ve ne parlo? Perché insieme a un gruppo di volontari, durante il mese di Agosto, ha contribuito a migliorare l’ambiente pulendo le aiuole del paese che amministra.

Un modo per avvicinarsi ai cittadini, conoscerli e confrontarsi, per discutere sulle tematiche le cui soluzioni migliorano iDante Cattaneo servizi della città. Ascoltando le persone ci si arricchisce di esperienze che, se messe a frutto, permettono di migliorarci dando un senso al nostro lavoro. Io stessa, per i miei scritti, ritengo queste fonti indispensabili. Per il primo cittadino, un esempio su come riportare il ruolo del sindaco al ruolo che era e che dovrebbe essere.

Molti penseranno alla trovata pubblicitaria. Per quanto mi riguarda ne ho voluto scrivere solo perché vorrei che i rappresentanti delle istituzioni fossero più vicini alla gente. Sull’operato di Dante poi, il tempo ci dirà chi ha torto o ha ragione. Nel frattempo, anziché stare a guardare, impariamo tutti a tirarci su le maniche per salvaguardare i nostri territori!

Ma ora a lui la parola…

  • Ciao Dante, racconti brevemente a chi non ti conosce il percorso che ti ha portato a diventare sindaco?

Sono appassionato di politica e del mio paese da sempre. Nel 2004 fui eletto Consigliere comunale a soli 21 anni nelle file della Lega Nord, movimento a cui sono iscritto sin da giovanissimo. Nel 2009, a 26 anni appena compiuti, sono stato eletto Sindaco di Ceriano Laghetto, dove vivo da sempre, e riconfermato nel 2014 per il secondo mandato.

  • Hai passato una parte del mese di Agosto a estirpare piante infestanti dalle aiuole della città che amministri. A dire la verità per me infestante è ben altro… Comunque sia, sono convinta che questa esperienza ti abbia permesso di avvicinarti alla realtà della gente comune. Come ti è nata questa idea?

E’ nata in modo molto naturale. Dal 2009 a Ceriano esiste un gruppo comunale di volontari che si chiama G.S.T. (Gruppo di supporto territoriale), che aiuta gratuitamente il Comune con un’infinita di opere e azioni: controllo del territorio, piccole manutenzioni, pulizia, supporto durante le manifestazioni, aiuto alla viabilità. Io sono uno di loro e ho voluto dedicare parte del mio tempo libero, in un mese particolare come quello di agosto, alla comunità. Amo vedere il mio paese pulito e ordinato, e non avendo risorse per affidare lavori a giardinieri o ditte esterne, ci rimbocchiamo le mani in prima persona.

La squadra

La squadra

  • Mi racconti qualche aneddoto significativo che ti è capitato in questo periodo di ‘pulizia stradale’?

Gli aneddoti sono tutti relativi al rapporto con le persone che si son fermate vedendomi lavorare sulle strade. Tanti mi hanno ringraziato, si sono complimentati ed alcuni sono usciti dalle case e si sono uniti a noi per ripulire il paese. Tanta generosità e riconoscenza, tanti inviti per bere una bibita o un caffè, poiché la gente ha riconosciuto la positività del nostro esempio.

  • Tra le piante che hai estirpato ricordo di aver visto l’immagine di una piantina di rucola selvatica che hai ripiantato nel tuo giardino di casa. Ho saputo che come me ti piace molto. Io la uso per preparare un sughetto con i pomodorini veramente sfizioso. E tu?

La mangio in insalata, mista ad altra insalata rigorosamente verde, o ancora meglio da sola con olio di oliva taggiasca, aceto di mele e sale. Mi piace il suo gusto piccantino.

Rucola selvatica

Rucola selvatica

  • Questa estate bizzarra è quasi finita. L’unica cosa che ci rimane è sperare in un autunno migliore. Visti i tuoi precedenti, hai in serbo qualche progetto per i prossimi mesi?

Per i prossimi mesi attualmente ho in mente solo preoccupazioni: amministrare un paese di questi tempi e con uno Stato che complica ancor di più le cose ai Comuni non è mai stato così difficile.

www.dantecattaneo.com

 

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